Il Clan degli Scout Adulti Operativi (KAOS) di Gorizia è partito l’ultimo
giorno di aprile alla volta della parte settentrionale del Lago di Garda,
verso la pittoresca regione di Trento, dove si è svolto il Campo della
Memoria dell’Alpe Adria Scout dal 1° al 3 maggio. La fraternita’ AAS, che
riunisce gli scout adulti della zona dell’ex patriarcato aquileiano, si
impegna da quasi 25 anni a diffondere la fratellanza tra le nazioni
dell’Europa centrale attraverso incontri di questo tipo. I membri del
KAOS hanno approfittato del giorno precedente al campo per fare una
sosta nell’accogliente cittadina di Mori, dove hanno incontrato anche i
sempre ospitali confratelli scout della fraternita’ locale, e la mattina
successiva tre di loro si sono cimentati nella vicina Ferrata Marangoni
sul Monte Albano, una delle vie di arrampicata protette più famose del
Trentino, nota per le sue pareti verticali e strapiombanti.
Il
campo scout per adulti è iniziato ufficialmente il 1° maggio
pomeriggio presso il rifugio ai piedi del Monte Zugna (1857 m), a circa
mezz’ora da Mori. Questa volta, l’incontro ha riunito circa 45
partecipanti: la maggior parte proveniva da diverse parti d’Italia, ben
undici erano sloveni (7 del Kaos, 2 di Celje, uno ciascuno di Bovec e
Kobarid). Come ha affermato la capofraternità AAS, Annamaria
Saccardo, durante la cerimonia di apertura dopo l’alzabandiera, lo
scopo dell’incontro non era solo un’escursione, ma quello di continuare
la riflessione sulla pace sul luogo dove un tempo si consumava uno dei
massacri più insensati della storia umana. La zona che va dal Monte
Zugna al Passo della Buole porta il pesante nome storico di “Termopili
italiane”: la grande offensiva austro-ungarica fu fermata lì nella
primavera del 1916; oggi, la cresta che separa le valli della Vallarsa e
della Vallagarina è un eloquente museo a cielo aperto.
Anche gli scout adulti di diverse nazionalità sono stati chiamati oggi a
rivivere le tragedie del passato, a impegnarsi a difendere i più deboli, a
testimoniare con coraggio la pace e la fratellanza e a gettare le basi per
nuovi ponti di compassione, è stato detto. I partecipanti si sono
accampati nel rifugio di Monte Zugna (1616 m), circondato dai resti di
trincee, postazioni di tiro e cimiteri militari.
Sebbene la natura abbia già ricoperto molte ferite, le tracce rimangono
come perenne monito delle atrocità passate.
La prima sera del campo è stata arricchita da un’approfondita
conferenza di Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo Storico di Trento.
Ha illustrato come la Prima Guerra Mondiale fu vissuta in quelle zone,
ai margini occidentali dell’impero, non solo come un conflitto militare,
ma come un “laboratorio sporco” che causò un’irreparabile tragedia
economica e civile. Oggi il museo custodisce 700 diari di quel periodo,
confessioni personali che testimoniano l’insensatezza dell’odio. “La
storia è maestra di vita, ma non ha allievi”, ha citato Gramsci,
incoraggiando gli scout ad ascoltare il silenzio delle pietre che
raccontano le storie di migliaia di caduti. Ed è proprio ciò che fecero il
giorno successivo, il 2 maggio, percorrendo il Cammino della Pace. Il
campo ha offerto inoltre numerosi momenti e occasioni di
conversazione e amicizia, di canto e preghiera, di ammirazione del
tramonto sulla cima di tremila metri, di osservazione delle stelle e della
luna piena di notte da un vicino osservatorio o all’aperto. Il campo si è
concluso il 3 maggio a Rovereto con una visita al parco commemorativo
e alla possente campana dei caduti, fusa con il bronzo dei cannoni di
tutte le nazioni che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale.
I suoi cento rintocchi risuonano ogni sera come un appello alla pace nel
mondo. Il capo dell’AAS, Andrea Tappa, ha inoltre sottolineato che la
fraternita’ continuerà la sua missione di abbattere i muri anche in
futuro, con l’ acccoglienza della Luce della Pace di Betlemme, a
dicembre in Austria, e il Jamboreette del 2027. La Santa Messa
domenicale è stata celebrata nei pressi della campana più grande del
mondo dal vescovo emerito Mariano Manzana, che nella sua omelia ha
esortato gli Scout a coltivare sempre il desiderio di pace, a non
dimenticare la propria storia, ad essere “pietre vive” di pace. Ha
ricordato le parole del fondatore Baden-Powell, secondo cui dobbiamo
lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. “Trasmettete
questa visione della vita ai giovani!”. Nel pomeriggio, dopo il Canto
d’addio, gli Scout si sono lasciatii, consapevoli che rafforzare i legami
fraterni non è solo utile, ma anche piacevole, e con la promessa di
portare nelle proprie vite i valori appresi nelle trincee di Zugna.
Dobri gams jr (Camoscio buono jr)